NMN vs NR (nicotinamide riboside): il confronto completo

NMN vs NR (nicotinamide riboside): il confronto completo

Di Sophie Chabloz | Maggio 2026

Sono entrambi precursori del NAD+. Si interconvertono nelle cellule. Funzionano attraverso enzimi che si parlano fra loro. Eppure, per chi vive in Italia, NMN e NR sono molto diversi in pratica: il NR è approvato come Novel Food nell'UE dal 2017 e lo trovi negli integratori in commercio. Il NMN no, e resta una molecola di ricerca.

Questa guida confronta NMN (nicotinamide mononucleotide) e NR (nicotinamide riboside) lungo cinque dimensioni: biochimica, evidenza clinica, biodisponibilità, sicurezza e quadro regolatorio. L'obiettivo è darti una mappa razionale per decidere, considerando che in Italia la scelta operativa è il NR.

Spoiler: la biochimica delle due molecole è strettamente collegata e gli effetti documentati sono molto simili. La differenza decisiva per il consumatore europeo è regolatoria, non farmacologica.

Cosa sono NMN e NR

NR (nicotinamide riboside) è un nucleoside composto da una base azotata (nicotinamide) legata a uno zucchero (ribosio). Niente gruppo fosfato.

NMN (nicotinamide mononucleotide) è un nucleotide. Stessa nicotinamide, stesso ribosio, più un gruppo fosfato.

La differenza chimica è quel gruppo fosfato. È piccola, ma cambia il comportamento delle due molecole in termini di assorbimento intestinale e via di conversione cellulare in NAD+.

Entrambi confluiscono nello stesso pool finale di NAD+. Le cellule li riconoscono come precursori dello stesso coenzima fondamentale, che partecipa a oltre 500 reazioni enzimatiche tra cui produzione di ATP, riparazione del DNA e attivazione delle sirtuine (Imai & Guarente, 2014).

La via biochimica: chi diventa cosa

Il punto sottile, e spesso frainteso, è che NMN e NR si interconvertono nel metabolismo intermedio.

La via dell'NR

L'NR ingerito viene assorbito a livello intestinale relativamente intatto. Entra nelle cellule attraverso trasportatori di nucleosidi. Dentro la cellula, viene fosforilato all'NMN dall'enzima NRK (nicotinamide riboside kinase). Da NMN diventa NAD+ in un singolo passaggio, catalizzato dall'enzima NMNAT.

Quindi: NR → NMN intracellulare → NAD+. Trammell e colleghi (2016) hanno caratterizzato in dettaglio questa cinetica in modello murino e umano, documentando che l'NR è oralmente biodisponibile e alza in modo riproducibile i metaboliti del NAD+ nel sangue.

La via dell'NMN

L'NMN orale segue due percorsi paralleli. Una porzione viene assorbita intatta a livello intestinale, presumibilmente attraverso il trasportatore Slc12a8 identificato da Grozio e colleghi (Grozio et al., 2019). Un'altra porzione viene dephosphorilata a NR prima dell'assorbimento e poi entra come NR.

Una volta dentro la cellula, l'NMN segue il passaggio diretto NMN → NAD+ tramite NMNAT.

Quindi: NMN → (in parte) NR → NMN intracellulare → NAD+, e (in parte) NMN intestinale → NMN intracellulare → NAD+.

L'implicazione: l'NMN orale contiene, di fatto, anche una componente che agisce come NR. Le due molecole sono interconvertite nel passaggio intestino-sangue-cellula. Per questo le risposte biologiche sono molto sovrapposte.

Evidenza clinica sull'uomo

I trial randomizzati controllati sull'uomo sono il banco di prova. Vediamoli per molecola.

Studi sull'NMN

Yoshino e colleghi (2021): 10 donne prediabetiche e postmenopausa, NMN 250 mg/die per 10 settimane. Miglioramento significativo della sensibilità insulinica del muscolo scheletrico misurata con clamp euglicemico iperinsulinemico (Yoshino M. et al., 2021).

Liao e colleghi (2021): atleti amatoriali, NMN 300 mg/die per 60 giorni. Aumento del NAD+ ematico del 38%, miglioramento della capacità aerobica (Liao et al., 2021).

Yi e colleghi (2023): trial multicentrico dose-finding (300, 600, 900 mg/die per 60 giorni). Aumenti dose-dipendenti del NAD+ ematico, miglioramenti sulla forza muscolare e sul tempo di cammino (Yi et al., 2023).

Studi sull'NR

Conze e colleghi (2019): trial randomizzato controllato su 140 adulti sovrappeso, NR 100, 300 e 1.000 mg/die per 8 settimane. Aumenti dose-dipendenti del NAD+ ematico, buona tollerabilità a tutte le dosi (Conze et al., 2019).

Trammell e colleghi (2016): farmacocinetica orale, NR 100, 300 e 1.000 mg, singola somministrazione e ripetuta. Aumenti dose-dipendenti dei metaboliti del NAD+ nel sangue, oralmente biodisponibili in modo affidabile.

Martens e colleghi (2018) avevano già condotto un trial su adulti sani anziani (55-79 anni) con NR 500 mg×2/die per 6 settimane, documentando l'aumento del NAD+ nei globuli rossi mononucleati e un modesto effetto sulla pressione arteriosa sistolica.

Sintesi

Sia NMN che NR alzano in modo dose-dipendente i marcatori intracellulari del NAD+. Gli effetti funzionali documentati (sensibilità insulinica, capacità aerobica, forza) sono molto sovrapposti. Nessun trial head-to-head NMN vs NR in popolazione comparabile è stato pubblicato al momento di stesura di questo articolo, quindi confronti diretti restano indiretti.

Biodisponibilità: chi vince?

La biodisponibilità orale è dove cadono le aspettative più ottimistiche dei consumatori. I dati rigorosi sull'uomo suggeriscono che entrambe le molecole sono biodisponibili oralmente in modo affidabile e producono aumenti misurabili del NAD+ intracellulare.

Punti tecnici:

• Il NR ha vantaggio teorico per stabilità chimica nello stomaco (assenza di gruppo fosfato). Ma l'NMN dimostra comunque biodisponibilità sufficiente per produrre una risposta biologica clinicamente rilevante alle dosi studiate.

• Il NR è quasi certamente convertito all'NMN intracellularmente prima di diventare NAD+. Quindi gran parte del NR ingerito agisce come NMN dentro la cellula.

• L'NMN orale si converte in parte a NR prima dell'assorbimento. Quindi gran parte dell'NMN ingerito agisce come NR a livello intestinale.

Conclusione pragmatica: chi cerca la "molecola perfetta" tra NMN e NR sta facendo la domanda sbagliata. Le due si comportano in larga misura come la stessa cosa nel pool cellulare, dopo i passaggi enzimatici di interconversione.

Sicurezza

Entrambe le molecole hanno buoni profili di sicurezza nei trial pubblicati a 60-90 giorni alle dosi testate.

NMN

Mills e colleghi (2016): NMN nell'acqua da bere di topi anziani per 12 mesi. Nessuna tossicità rilevata.

Yi e colleghi (2023): NMN 300-900 mg/die per 60 giorni in adulti maturi. Buona tollerabilità a tutte le dosi.

Yamane e colleghi (2023): NMN 1.250 mg/die per 4 settimane in soggetti sani. Parametri biochimici e ematologici nella norma.

NR

Conze e colleghi (2019): NR fino a 1.000 mg/die per 8 settimane in 140 adulti sovrappeso. Buona sicurezza a tutte le dosi. Confermato approvato come Novel Food nell'UE (1.000 mg/die limite massimo per integratori).

Trammell e colleghi (2016) e Martens e colleghi (2018): NR a dosi tra 100 e 1.000 mg/die. Buona tollerabilità, nessun evento avverso significativo attribuibile.

Limiti comuni

Per entrambe le molecole, mancano studi sull'uomo a 5-10 anni a qualsiasi dosaggio. La popolazione studiata è prevalentemente adulta sana o con un solo fattore di rischio. Categorie speciali (gravidanza, allattamento, età pediatrica, pazienti oncologici, anziani fragili) sono sottostudiate.

Quadro regolatorio: la differenza decisiva

Questo è il punto operativo per chi vive in Italia.

NR (NICOTINAMIDE RIBOSIDE):

• Approvato come Novel Food nell'UE dal 2017 (Decisione (UE) 2020/16)

• Limite massimo per integratore: 1.000 mg/die in popolazione adulta sana, secondo l'autorizzazione

• Disponibile come integratore alimentare conforme nei mercati italiano e l'UE

• Etichettatura, GMP, tracciabilità di filiera applicabili

NMN (NICOTINAMIDE MONONUCLEOTIDE):

• Non autorizzato come integratore alimentare nell'UE

• Non rientra nelle catalogazioni Novel Food

• I prodotti commercializzati in Italia con etichetta "NMN" cadono fuori dal quadro per integratori

• Resta una molecola di ricerca con valore scientifico, non un prodotto disponibile in modo regolare

Conseguenza pratica: per il consumatore italiano la scelta operativa è il NR. Non perché sia "migliore biochimicamente", ma perché è l'opzione regolarmente disponibile per il quadro normativo europeo.

Qualità della materia prima: la variabile silenziosa

Una variabile che spesso pesa più della scelta NMN vs NR è la qualità della materia prima. Aman e colleghi (2021) hanno documentato grande variabilità di purezza nel mercato non regolato dell'NMN, con prodotti che riportavano purezze nominali del 99% e analisi reali tra 65 e 95%.

Il riferimento di grado di ricerca per l'NMN è il prodotto del rinomato produttore di materie prime Longevir™ (Borealis Pharma B.V., Olanda): di grado farmaceutico, 99% di purezza, prodotto in strutture certificate GMP in Svizzera. Ogni lotto viene testato in laboratori indipendenti di terze parti in Svizzera per verificarne la purezza.

Lo stesso fornitore (Borealis Pharma B.V.) produce Longevir™ NR per il mercato europeo, con lo stesso standard di filiera. Questa è la materia prima utilizzata in AVEA NAD+ Vitaliser, che contiene 300 mg di NR Longevir™ allineato alle dosi più studiate nei trial NR.

La scelta per il mercato italiano

Mettendo tutto insieme: per il consumatore italiano che vuole supportare i livelli di NAD+ con un intervento conforme alla normativa, il NR è la scelta operativa.

AVEA NAD+ Vitaliser è il prodotto europeo costruito intorno al NR. La formula contiene:

• 300 mg di NR Longevir™ (Borealis Pharma B.V., Olanda)

• 353 mg di estratto di tè verde (300 mg di EGCG standardizzato all'85%) per il profilo molecolare antiossidante

• 20 µg di vitamina B12 (metilcobalamina)

Secondo i claim EFSA approvati, la vitamina B12 contribuisce al normale metabolismo energetico, alla normale funzione del sistema nervoso, alla riduzione di stanchezza e affaticamento e al mantenimento della normale funzione psicologica. Capsule vegane, una al giorno con il cibo (mai a stomaco vuoto, per la presenza di EGCG). Produzione GMP in Svizzera, ogni lotto testato in laboratori indipendenti svizzeri. Per approfondire la chimica della molecola NMN, vedi https://insights.avea-life.com/it/longevity/che-cose-lnmn-e-come-funziona/.

Domande frequenti

DOMANDA 1: NMN o NR, quale aumenta di più il NAD+?

Nei trial pubblicati entrambi aumentano in modo dose-dipendente i marcatori intracellulari del NAD+. Non esistono studi head-to-head in popolazioni comparabili che dimostrino superiorità di una molecola sull'altra. Le risposte biologiche sono molto sovrapposte.

DOMANDA 2: Posso comprare NMN in Italia?

L'NMN non è autorizzato come integratore alimentare nell'UE, Italia inclusa. Non rientra nelle catalogazioni Novel Food. La scelta conforme per supportare il NAD+ in Italia è il NR.

DOMANDA 3: Il NR è meno efficace dell'NMN?

I trial sul NR documentano aumenti dose-dipendenti del NAD+ ematico (Conze et al., 2019) e effetti funzionali in adulti sani anziani (Martens et al., 2018). Gli effetti sono comparabili a quelli documentati per l'NMN nelle popolazioni studiate.

DOMANDA 4: A che dose prendere il NR?

I trial NR hanno usato dosi tra 100 e 1.000 mg/die. La dose di 300 mg/die è la più rappresentata nei prodotti destinati ad adulti sani e si trova in AVEA NAD+ Vitaliser. L'autorizzazione UE consente fino a 1.000 mg/die.

DOMANDA 5: NMN e NR si possono prendere insieme?

La domanda è teorica per il mercato italiano (NMN non disponibile in modo conforme). Sul piano biochimico, le due molecole si interconvertono nel metabolismo intermedio. Non esistono studi clinici sulla combinazione diretta.

Riferimenti

Aman, Y., Qiu, Y., Tao, J., & Fang, E. F. (2021). Therapeutic potential of boosting NAD+ in aging and age-related diseases. Translational Medicine of Aging, 5, 113-125.

Conze, D., Brenner, C., & Kruger, C. L. (2019). Safety and metabolism of long-term administration of NIAGEN (nicotinamide riboside chloride) in a randomized, double-blind, placebo-controlled clinical trial of healthy overweight adults. Scientific Reports, 9, 9772.

Grozio, A., Mills, K. F., Yoshino, J., Bruzzone, S., Sociali, G., Tokizane, K., Lei, H. C., Cunningham, R., Sasaki, Y., Migaud, M. E., & Imai, S. (2019). Slc12a8 is a nicotinamide mononucleotide transporter. Nature Metabolism, 1(1), 47-57.

Imai, S., & Guarente, L. (2014). NAD+ and sirtuins in aging and disease. Trends in Cell Biology, 24(8), 464-471.

Liao, B., Zhao, Y., Wang, D., Zhang, X., Hao, X., & Hu, M. (2021). Nicotinamide mononucleotide supplementation enhances aerobic capacity in amateur runners: a randomized, double-blind study. Journal of the International Society of Sports Nutrition, 18(1), 54.

Martens, C. R., Denman, B. A., Mazzo, M. R., Armstrong, M. L., Reisdorph, N., McQueen, M. B., Chonchol, M., & Seals, D. R. (2018). Chronic nicotinamide riboside supplementation is well-tolerated and elevates NAD+ in healthy middle-aged and older adults. Nature Communications, 9, 1286.

Mills, K. F., Yoshida, S., Stein, L. R., Grozio, A., Kubota, S., Sasaki, Y., Redpath, P., Migaud, M. E., Apte, R. S., Uchida, K., Yoshino, J., & Imai, S. (2016). Long-term administration of nicotinamide mononucleotide mitigates age-associated physiological decline in mice. Cell Metabolism, 24(6), 795-806.

Trammell, S. A. J., Schmidt, M. S., Weidemann, B. J., Redpath, P., Jaksch, F., Dellinger, R. W., Li, Z., Abel, E. D., Migaud, M. E., & Brenner, C. (2016). Nicotinamide riboside is uniquely and orally bioavailable in mice and humans. Nature Communications, 7, 12948.

Yamane, T., Imai, M., Bamba, T., & Uchiyama, S. (2023). Nicotinamide mononucleotide (NMN) intake increases plasma NMN and insulin levels in healthy subjects. Clinical Nutrition ESPEN, 56, 83-86.

Yi, L., Maier, A. B., Tao, R., Lin, Z., Vaidya, A., Pendse, S., Thasma, S., Andhalkar, N., Avhad, G., & Kumbhar, V. (2023). The efficacy and safety of beta-nicotinamide mononucleotide supplementation in healthy middle-aged adults: a randomized, multicenter, double-blind, placebo-controlled, parallel-group, dose-dependent clinical trial. GeroScience, 45(1), 29-43.

Yoshino, M., Yoshino, J., Kayser, B. D., Patti, G. J., Franczyk, M. P., Mills, K. F., Sindelar, M., Pietka, T., Patterson, B. W., Imai, S., & Klein, S. (2021). Nicotinamide mononucleotide increases muscle insulin sensitivity in prediabetic women. Science, 372(6547), 1224-1229.